Il 30 maggio 2009 si è decisa la vincitrice della Coppa di Germania, come da tradizione all’ Olympiastadion di Berlino. Il Werder Brema ha portato a casa il successo, battendo per 1-0 il Bayern Leverkusen. 20 anni fa…fu la volta del Borussia
di Olaf Sundermeyer
Meraviglioso fu quel inizio d’estate a Berlino; quando nessuno allora poteva neanche lontanamente immaginare, che nel giro di un paio di settimane, il mondo sarebbe cambiato: totalmente, politicamente, storicamente e con la globalizzazione alle porte. Con i vari Starbuck’s, la Champions League, il Mc Donald’s a Mosca, il Sony Center a Berlino, il telefonino cellulare nella tasca dei pantaloni, il world wide web e tutto quanto il resto. Quella di 20 anni fa, era l’ultima estate della benevola Germania Ovest e il suo ricordo è così ben conservato e percepibile, quanto le deliziose visciole della nonna tenuto sottovuoto. Allora c’era ancora il muro. Due anni dopo che il Presidente degli Stati Uniti Ronald Regan, aveva sollecitato davanti alla Porta di Brandeburgo il suo collega russo Michail Gorbaciov con queste parole : “Open the gate…tear down this wall!”.
La giornata della confessione evangelica tedesca, aveva fatto confluire molti giovani dalla provincia presso la grande città: i credenti si trovarono increduli davanti ai maxischermi, posti all’ incrocio fra la Ku’damm e Joachimstalerstrasse, quando passavano le immagini della repressione del movimento democratico a Pechino, che trasmesse dalla CNN, fecero il giro del mondo. Alcuni mesi dopo, in novembre, gli stessi giovani si ritrovarono a Berlino per prendere parte, spesso inconsapevolmente, agli eventi della storia. Nel giugno di quello stesso anno, Berlino era ben lontana dal diventare rappresentante della Germania unita. Sindaco era Walter Momper (quello con lo scarpino rosso). Ma più importante ancora sono gli eroi della Ku’damm: Harald Juhnke, Rolf Eden e Dieter Thomas Heck. Di cui oggi però nessuno è in grado di ricordarsi a meno che non custodisca una videocassetta registrata dalla ZDF o faccia parte dei circoli cristiano-democratici di Charlottemburg-Wilmersdorf.
Dalle parti di Zoologischer Garten, chioschi e bar sono pressi d’ assalto dai tifosi del Dortmund e i giorni precedenti alla finale di Coppa di Lega, sono belli e spensierati. A proposito di Borussia Dortumund, l’edizione calcistica di quell’anno, appartiene alle peggiori mai espresse a livello di Bundesliga. Il periodo del “unica squadra tedesca quotata in borsa” era ancora lontano, così come non c’ erano milionari a correre sul campo di gioco. La curva sud del casalingo Westafalien Stadion, faceva raggelare il sangue nelle vene, osannando le “SS” e minacciando i tifosi di calcio e la vita democratica di Dortmund, città che allora si considerava ancora operaia e veniva pateticamente salutata da Willy Brand, come il cuore della Socialdemocrazia. Il 24 giugno c’erano tutti a Berlino: gli evangelisti della Westafalia, gli ultras nazi del Borussiafront, i lavoratori, i socialdemocratici, i futuri investitori alla borsa e naturalmente la squadra del Borussia Dortmund, a cui apparteneva un effeminato ma tremendamente veloce Andreas Moeller, che con due reti regalò una vittoria indimenticabile al BVB. Oggi Moeller se la spassa a fare il cronista in diretta dallo stadio del suo club. Norbert- l’eroe di Berlino- Dickel, si ricorda ancora “ah che bei tempi quando, ci facemmo fuori tutti i bar di Berlino!”. Magico inizio d’ estate, nel ’89.
20 anni dopo, la mappa di Berlino è cambiata o meglio è stata riunificata e i tifosi devono prenotarsi un hotel, poiché “dormire alla stazione” non funziona più come una volta: la Deutsche Bahn, da tempo non svolge più azioni di carità, il Borussia Dortmund tanto meno e il mondo, al giugno del 2009 è decisamente cambiato. traduzione di Fabrizio Selvaggi
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