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martedì, 05. agosto 2008 11:04 • 

Autore: carpeberlin

Relitti della DDR XX

interno della Rappresentanza con quadri e tavoli in primo piano

di "Giuseppe Profumo"

 

Rappresentanza permanente

Anche se non era riconosciuta come paese, come estero, per la Repubblica Federale Tedesca valse pur sempre la pena concludere nel 1972 il Grunlagenvertrag, il trattato che regolava i rapporti tra i due stati. Egon Bahr, turingiano da Treffurt, sul confine assiano, poté assistere da Bonn alla trasformazione l'Est della Germania nella RDT, e mascherare le sue amare esperienze con il suo tipico umorismo. Dopo la firma del trattato tra i due paesi tedeschi che si ritenevano reciprocamente degli sprovveduti, solo limitatamente capaci di una politica autonoma, notò caustico: "Sinora non avevamo relazioni, ora ne avremo di cattive. Questo è il passo avanti". Il simbolo successivo del reciproco non riconoscimento tra i due stati si materializzò a Berlino il 2 Maggio 1974 ai numeri 28-30 della Hannoverschen Strasse, nelle immediate vicinanze della clinica Charité.

Secondo lo status delle quattro potenze (Viermächtestatus) Berlino Est non apparteneva alla RDT e Berlino Ovest non apparteneva alla RFT. Il nome stesso "Rappresentanza permanente della RFT presso la RDT" esprime che questa sarebbe stata trattata corrispondentemente (non secondo) le Convenzioni di Ginevra. In tutta quest'astratta concettualità rimaneva poca realtà. Il Rappresentate permanente era intrappolato in un vuoto tra due stati, senza i diritti di un ambasciatore ma con i suoi doveri, senza il lusso necessario a un'ambasciata ma con la Polizia federale di frontiera in soffitta, sorvegliato da entrambe le parti e aggredito persino dal governo del Land bavarese. Per ballare in questo limbo senz'aria c'era bisogno di persone particolari, anche dalla parte della RDT. Infatti nel Godesberger Allee di Bonn c'era la controparte della Rappresentanza, dapprima condotta da Michael Kohl che con Bahr aveva elaborato gli impulsi per il Grundlagenvertrag. I due successori, Ewald Moldt e Horst Neubauer, soffrono ancora le conseguenze del loro attività diplomatica, e nella Germania riunita non hanno trovato lavoro.

L'eccessiva “attenzione” a cui erano sottoposti i lavoratori della Rappresentanza permanente li spingeva a trovare sempre nuovi modi per gestire le rappresaglie della RDT. La brutta abitudine della Stasi di ascoltare le telefonate era conosciuta da tutti e fu da loro usata diplomaticamente per divulgare informazioni.

Il 26 giugno del 1984, molto prima del crollo della RDT, la Rappresentanza permanente fu provvisoriamente chiusa: 55 cittadini della RDT l'avevano occupata. Dopo il superamento di questa crisi sopraggiunse la crisi successiva nei rapporti dei due stati tedeschi, e il conflitto si accese di nuovo nella Hannoverschen Strasse. Già l'8 agosto 131 cittadini della RDT occuparono la Rappresentanza, resistettero per un mese e poterono infine partire. Dopo aver accompagnato oltre 800 "rifugiati della repubblica" dalla Warschauer Botschaft della Repubblica Federale nell'Ovest, il direttore della Rappresentanza permanente avrebbe riaperto il suo "sportello di aiuto per i rifugiati", se la sera prima non fosse caduto il Muro.

La Rappresentanza permanente di Bonn alloggia oggi la Società tedesca per l'alimentazione, la Hannoversche Straße è sede del Ministero dell'istruzione e della ricerca, e poi c'è ancora qualcosa di più: con il trasferimento in Prussia dalla (tutto sommato) divertente Bonn si sono decisi anche due osti a venire a Berlino, per diffondere l'importantissima cultura renana sulle sponde dello Sprea. In linea con l'idea che il renano è il buddista d'Occidente, questi hanno aperto un locale sul Schiffbauer Damm che, certo, non sembra avere nemmeno 10 anni. Migliaia di turisti scaricati dagli autobus non si possono sbagliare.

Consigli di lettura su questo tema: intervista con Günter Gaus http://www.luise-berlin.de/bms/bmstxt01/0106spra.htm

traduzione di Giuseppe Campoccia

Keywords: Relitti della DDR, storia, muro

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