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giovedì, 07. agosto 2008 17:42 • 

Autore: carpeberlin

La città in uniforme

filo spinato in primo piano,dietro l'ex Ministero della Difesa DDR

di Olaf Sundermeyer

 

Cinquantadue anni fa fu fondato l’Esercito Popolare (NVA), il cui comando era retto dai combattenti comunisti di Strausberg. L’apparato militare ha condizionato la vita della cittadina situata alle porte di Berlino maggiormente di quanto non sia mai riuscita a fare la politica. L’eredità è stata poi assunta dall’attuale esercito (Bundeswehr).

Strausberg davanti al chiosco di Karola presso la stazione della S-Bahn (metropolitana sopraelevata, ndt): “Peter, l’esercito di oggi è molto più rilassato. Altro che ai tempi nostri…li era tutto “zack-e-tack” e a chi rimaneva indietro, era riservata una vita d’inferno”, dice uno che al tempo dei fatti, nel 1968, forse non aveva ancora messo su la pancia da birra. All’epoca, Strausberg faceva parte della DDR. “In tutta la DDR la parola Strausberg aveva un significato ben preciso”, aggiunge un ex commilitone della NVA ( National Volksarmee). La NVA fu fondata il 1 marzo del 1956 alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa Nazionale ( MfNV). Strausberg stava per comando, obbedienza e passo dell’oca nelle grigie uniformi. L’esercito qui era onnipresente. Anche la Wehrmacht e l’Esercito Prussiano ebbero qui il loro quartier generale. Ai tempi della DDR, le forze armate davano lavoro a 10.000 persone del luogo. Ancora oggi il 40% dell’intera forza lavoro della città di Strausberg, che conta 26.000 abitanti, è impiegata all’ombra del filo spinato. 17 reparti della Bundeswehr ( denominazione ufficiale dell’attuale esercito tedesco, ndt) dall’ Accademia Militare per l’Informazione e la Comunicazione, fino al Centro Logistico e di Controllo del Materile dell’Esercito.

Peter il wessie ( "wessie" e "ossie" sono connotazioni di uso comune per definire rispettivamente i tedeschi occidentali e quelli orientali, ndt) già lo sa. Annuisce silenziosamente e lascia che il suo interlocutore prosegua con un altro aneddoto relativo all’esercito. “La sai quella del juke box, no? La conosci? Allora senti: le nuove reclute vengono rinchiusi nell’armadietto, nella cui fessura viene inserita una monetina, quindi i nonni scuotono l’armadietto finchè la “burba” non inizia a cantare”. “Si lo so. Anche da noi era così”. Nel frattempo soggiunge una S-Bahn e si aprono le porte: i due si fermano e osservano scendere dalla metro delle ragazze che se la ridono maliziosamente e sulle cui tasche posteriori c’è impressa la scritta: “ Corpo della Fanfara di Strausberg”.

La capitale militare

Si i nostri campioni del mondo, fanno in qualche modo parte della nostra tradizione militare”, dice tutto impettito il Sindaco Hans Peter Thierfeld. Strausberg è cioè campione del mondo di fanfara. Alle pareti dell’ufficio del sindaco senza partito, accanto all’attestato di gemellaggio con la Bundeswher, scritto in tedesco antico, pende una foto dei campioni del mondo col completino bianco. Ragazze tedesche con i calzettoni bianchi, fanno da cornice ai Presidenti della Repubblica Horst Kohler e Thierfeld. Qui è l’anno scorso quando sono venuti a visitarci alla caserma Barnim. Hans Peter Thierfeld venne da soldato a Strausberg. Parlando in terza persona sembra “Winnetou” (eroe-personaggio di diversi romanzi di Karl May, uno dei più grandi scrittori di best-seller tedesco, ndt). In un certo qual modo egli è ancora un combattente. In quanto comandante delle riserve, prende ancora parte alle esercitazioni. “Questo è un sano cameratismo”. Per dodici anni Thierfeld ha prestato servizio come soldato, da quattro anni come sindaco. Prima Strausberg era la capitale della NVA, oggi è la Hardthöhe dell’est. Volendo esagerare si potrebbe dire che Strausberg è la capitale della Bundeswehr. Il 2 ottobre 1990, dopo la caduta del muro, sono venuto qui a Strausberg e il giorno seguente ho partecipato alla prima adunata. “Da soldato del neo esercito tedesco Thierfeld è stato testimone della fine della NVA, scioltasi definitivamente ed ufficialmente in quell’adunata, che sanciva il cambio di consegne. Il mio Comandante era il Generale Schönbohm. In quel giorno, 50.000 soldati della NVA furono confluirono al neocomando della Germania riunificata, passando così da nemici a camerati. Tutto qua. Rainer Eppelmann, privo civilista del Ministero della Difesa della DDR a prendere il provvedimento politico di smantellare la NVA, ricordando quei giorni dice: “È stato più semplice di quanto ci fossimo aspettato, poiché si è svolto tutto molto umanamente e in rispetto delle consegne. La via che dal Sindaco conduce al sobborgo, lungo August-Bebel-Strasse risplende ancora dei fasti prussiani. Edifici nuovi e d’epoca, stanno fianco a fianco come le lapidi del vicino cimitero di guerra. Su Karl-Marx-Strasse ( sempre dritto lungo Thaelmannstrasse, dopo gira dx, dietro a Rosa-Luxemburg Strasse) si trova in fine Rolf Barthel. “Da noi l’esercito hitleriano non fu servito in maniera così capillare come all’ovest. Barthel classe ’32 e ideali antifascisti che lo portano ad imbracciare il fucile.

Semplicemente avremmo risposto al fuoco

Da bambino era un Pimpf (denominazione che comprendeva i giovani dai 10 ai 14 anni, ndt) della gioventù hitleriana. “Mai più!” fu poi il nostro motto. Da li in poi dovevamo difender il socialismo. A quel tempo la città era piena di uniformi, oggi non è più così. Questo colto storico, da giovane si arruolò nella Kasernierter Volkspolizei (Polizia del Popolo). Poco dopo, si arruolò nell’appena fondata NVA, presso il Ministero a Strausberg. “da dove potevo sentire assai vicini i conflitti che scuotevano il mondo”, come la Crisi di Cuba o la Primavera di Praga, tempi in cui l’Esercito Popolare (NVA) stanziava in un costante stato d’allerta. “Noi tutti sapevamo che il primo colpo sarebbe stato sparato dall’Occidente. Eravamo pronti e semplicemente avremmo risposto al fuoco.” Su come l’ha formulata, poi fa lui stesso un sorriso ironico. Il Maggiore a.D è un uomo tutto d’un pezzo, perspicace, possiede una convinzione intaccabile e una casa più ordinata di una recluta al juke box. Tutto giace sul bordo. Come le edizioni del quotidiano “Neuen Deutschland” dei giorni scorsi. Strausberg è anche la città dei pensionati rossi. La maggior parte degli ex- appartenenti alle forze armate della DDR, votano PDS/ die Linke, due formazioni di ispirazione social-comunista e molti ufficiali sono anche membri del partito”, dice Barhtel. Tradizionalmente questa è una delle maggiori roccaforti della PDS. Nel corso della sua storia, dall’inizio della DDR fino alla grossa adunata di Strausberg, ben 2.500.000 uomini hanno servito la NVA. Barthel crede che le cose in Germania cambieranno, non se ne rammarica né avanza lamentele di tipo economico. “ Tutto sommato noi Ufficiali dal punto di vista pensionistico, siamo trattati bene.” Ma per i soldati impiegati sul terreno di quello che fu il Ministero della Difesa della RDT, la previdenza sociale è da tempo ormai diventata insicura. Davanti alla Caserma Barnim in Prötzeler Chaussee, sventola ancora fieramente la bandiera tedesca, ma è solo dalle parti del vero Hardthöhe, presso il Ministero della Difesa Federale a Bonn, che si sa fino a quando i soldati troveranno lavoro dietro a queste mura.

traduzione di Fabrizio Selvaggi

Keywords: Strausberg, esercito, storia, DDR, Wehrmacht, caserma

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