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La più imponente e tangibile impronta del passato sovietico tuttora presente a Berlino.
di Fabrizio Selvaggi
Il sacrario/ cimitero di guerra Sovietico a Treptow…quante volte ci sono stato! L’ ho visto in tutte le stagioni. Ma quando lo scovai la prima volta, nel mezzo del verdissimo Treptower Park, una sera qualunque di primavera, ne rimasi sbalordito ed incantato.
Nel sacrario di Treptow vengono commemorati i circa 80.000 soldati dell’ Armata Rossa che perirono nei giorni della battaglia per la conquista e liberazione di Berlino, che mise la parola fine alla Seconda Guerra Mondiale. La cosa che fa brillare gli occhi che lascia a bocca aperta sono le dimensioni, la perfetta simmetria e l’allegoria intrinseca a questa struttura. Esposta su 10 ettari di terreno e diviso in due sezioni, ci sono due entrate laterali ( le cui incisioni recitano: “Gloria eterna agli eroi che sono caduti per la libertà e l’indipendenza della patria socialista” ) e all’ estremità opposta si erge la statua del “soldato liberatore”, che sovrasta l’intero memoriale arrivando a toccare i 30 metri di altezza. Il soldato con la mano destra impugna una spada, con la sinistra sorregge proteggendo un bambino, mentre con il piede schiaccia una croce uncinata e guarda con fierezza verso l’orizzonte e il futuro prospero. Ricorrenti anche nelle altre statue e raffigurazioni sono i temi del sacrificio, della sofferenza, l’ esercito, la patria e il popolo.

Il sacrario venne fatto costruire su ordine delle forze occupanti russe, le quali volevano rendere un eterno omaggio ai caduti dell’Armata Rossa. Qui ne furono sepolti 5000, una minima parte delle decine di migliaia ( gli storici ancora non concordano sulle cifre effettive) di soldati che persero la vita nella sanguinosissimo fronte est durante l’avanzata verso Berlino e nella battaglia finale. L’operazione iniziata il 16 aprile e conclusasi il 2 maggio del 1945, lasciò sul campo numerosissime vittime sia fra i soldati russi, che la Wehrmacht, alcuni suicidi (Adolf Hilter il 30 aprile seguito da Goebbels il giorno dopo), molte vittime civili e persino 5000 ragazzini della Gioventù Hitleriana, di fatto impiegati nella difesa estrema, sotto i massicci bombardamenti e durante i combattimenti porta a porta. Pochi giorni dopo, l’8 maggio a Karls-Horst (che oggi appartiene all’ odierna Circoscrizione Treptow-Kopenick) venne firmata la resa incondizionata della Germania.
Il concorso per la costruzione del memoriale premiò il progetto del collettivo facente capo all’architetto Jakow S. Belopolski, lo scultore Jewgeni Wutschetitsch, il pittore Alexander A. Gorpenko e l’ingegnere Sarra S. Walerius che consegnarono i lavori nel maggio del 1949. Questo luogo carico di storia e misticismo, veniva usato per adunate e giuramenti come quello osservato dalla gioventù comunista (FDJ) ai tempi della DDR oppure il solenne congedo delle ultime unità militari russe il 31 agosto del 1994. Nell’ottobre del 2003 la grande statua del “soldato liberatore” (70 tonnellate di peso) fu trasportata con una barca fino all’ isola di Rugen, dove fu riparata in un’ apposita officina e successivamente rimessa al suo posto, lustra di nuovo splendore, il 4 maggio del 2004.

Oggetto di contrattazione durante le trattative post riunificazione, i russi se ne andarono impegnando il Governo della Germania Federale (BRD) al mantenimento decoroso del Sacrario di Treptow per un periodo indeterminato nel tempo e sottoscrivendo che qualsiasi modifica allo stesso dovrà incontrare il benestare e il pieno accordo della Federazione Russa.

Oggi, dopo anni di “splendido isolamento” seminascosto dalla boscaglia del Treptower Park, il memoriale sovietico è stato riscoperto anche dai turisti e dai politici, incontrando la ribalta della cronaca per via delle citazioni di Stalin incise su ciascuno dei 16 sarcofaghi di marmo bianco, disposti lungo il perimetro. La CDU ha chiesto ufficialmente, per ora senza successo, la rimossione di queste citazioni, incise in doppia lingua russo e tedesco.

In Maggio che è il mese simbolicamente più importante per il Memoriale Sovietico, si può assistere ancora a delle cerimonie commemorative, come il “Giorno della Liberazione”, promosso dalla “Lega Antifascista di Treptow”, il quale prevede, la deposizione di corone di fiori, raccoglimento e molta n-ostalgia.
fonti: wikipedia, vari articoli del Berliner Morgenpost e Berliner Zeitung, Museo tedesco-russo di Karls-Horst.
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