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venerdì, 03. ottobre 2008 14:05 • 

Autore: Fabrizio Selvaggi

Impressioni storiche- Bersarinplatz

Bersarinplatz e gechi colorati

Berlino è una città che forse più di altre ha vissuto i drammi e le tensioni socio-politiche del ‘900. Dai moti spartachisti alle conseguenze della grande depressione, da capitale nazista a città divisa e “carne viva” della Guerra Fredda, la storia di questa città è sempre stata a dir poco tumultuosa.

Innumerevoli sono i monumenti, i sacrari, le placche commemorative e la toponomastica stessa, che ricordano le personalità storiche e narrano i tragici fatti, che hanno attraversato questa città nel secolo scorso. In questo senso Berlino è un museo a cielo aperto, dove il recente passato è tuttora tangibile.

di Fabrizio Selvaggi

Per iniziare il nostro viaggio nella storia contemporanea non serve andare tanto lontano e nella fattispecie basta mettere piede fuori dall’ufficio e scendere in Bersarinplatz. Situata nella zona settentrionale del quartiere di Fridrichshain, questa piazza, a prima vista anonima quanto curiosa per via della sua forma perfettamente rotonda a raggiera, i gechi dipinti sui palazzi antistanti e il declivio che fa intuire la salita verso Prezlauer Berg, essa porta il nome del primo Comandante Reggente (Stadtkommandant) di Berlino nell’immediato dopoguerra: Nikolai Bersarin.

Nato a S.Pietroburgo nel 1904, Nikolai Bersarin ebbe una brillante carriera militare che da volontario nell’ Armata Rossa ( a soli 14 anni) lo portò a scalare i ranghi fino a ricevere “l’Ordine Leninista” e diventare Colonnello Generale. Nel corso degli anni fu impegnato a lungo a capo delle forze armate di stanza in Siberia e riportò importanti successi bellici, contro i giapponesi nel ’38. Ferito gravemente nel ’43 nei combattimenti difensivi contro i tedeschi, la sua storia di lì a poco si sarebbe incrociata con quella di Berlino. Fu proprio lui infatti, che a capo della 5° Armata d’Assalto, il 22 Aprile del ‘45 entrò vittorioso a Berlino occupando la zona della Ring-Bahn (est) e la sponde orientali del fiume Sprea. Con la capitolazione del regime nazista, l’ 1maggio del 1945 Nikolai Bersarin venne proclamato “Eroe dell’Unione Sovietica”.

Bersarin non perse tempo e nei giorni immediatamente successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale in una Berlino quasi rasa al suolo, si adoperò in una sistematica quanto efficace riorganizzazione della città. Per prima cosa mise in piedi un solido apparato amministrativo che in brevissimo tempo riuscì a ripristinare strutture sanitarie, infrastrutture e il rifornimento di beni alimentari e di prima necessità. Nello stesso maggio ’45 furono rese accessibili acqua, luce e gas e la prima linea di bus della BVG (ditta di trasporti pubblici tuttora esistente) riprese a girare nel quartiere di Zehlendorf. Non solo, essendo egli un grande amante del teatro si adoperò subito affinché anche la vita culturale avesse il suo spazio, per ridare un po’di normalità in una città da ricostruire. Fu così che poche settimane dopo la guerra, diversi teatri e sale cinematografiche riaprirono le loro pur decadenti porte.

Bersarin non era il tipico reggente che segue l’andamento delle cose chiuso all’interno di un ufficio, anzi era solito dirigersi in sella ad una moto per poter controllare da vicino il procedere dei lavori e muoversi più rapidamente da un posto all’altro della città. Fu proprio a causa di uno sfortunato incidente stradale avvenuto a Friedrichsfelde (quartiere orientale, oggi appartenente alla circoscrizione di Lichtenberg), che Bersarin perse la vita il 16 giugno del 1945.

A undici mesi dalla sua morte la vecchia Baltenplatz venne rinominata Bersarinplatz. Successivamente il 2 maggio 1975, in pieno regime DDR, Bersarin fu proclamato “Cittadino Onorario” di Berlino Est. Onore che gli fu sottratto dopo la riunificazione delle due Germanie, salvo poi essere riabilitato dal Senato di Berlino, non senza focose polemiche, nel 2003. Nel 1995 la stessa Bersarinplatz era entrata nel piano di ridenominazione previsto dal Senato, assieme ad altre cinque strade della ex Berlino Est. La dura opposizione dell’Ambasciata Russa risultò determinante e l’odierna piazza con i gechi porta ancora il nome di Nikolai Bersarin.

fonti: www.dhm.de (Museo Storico Tedesco); Berliner Zeitung (archivio); Freitag (settimanale di politica, cultura e letteratura. Archivio).

Keywords: Bersarinplatz, storia, impressioni storiche, Berlino, seconda guerra mondiale

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