Impressioni berlinesi XXV
Dalle lenti giallo fluorescente la luce dell’imbrunire, all’interno della cittadella di Spandau, sembra venir ritoccata e ringiovanire di un paio d’ore:
quando con Bea e Matteo ci eravamo appollaiati a prendere gli ultimi raggi di sole che penetravano la fortezza, poco dopo essere entrati. Immersi nella cornice storica nello spazio e in quella elettronico-contemporaneo nel suono, ci troviamo perfettamente a nostro agio, nonostante la scarsa partecipazione di gente e l’eccesiva presenza di guardie ed energumeni vestiti di nero, sparsi attorno ai 3 palchi del Primary Colours Festival.
« Eppure il tempo tiene », mi vien da pensare. « Si per essere agosto, ci si potrebbe aspettare una temperatura quanto meno più gradevole, in ogni caso il cielo sembra promettere bene e chissà, magari anche una notte piena di stelle”. Tuttavia l’affluenza continua a scarseggiare. Girando un po’ fra stand e palchi ci fermiamo in quello ricavato nello spazio verde antistante il primo bastione orientale. Qui l’ambiente della festa si fa più intimo e frizzante. Gli stand della Corona e della Malboro, sono alquanto invadenti ma a loro è permesso sostare vita natural durante, mentre la gente che vorrebbe assieparsi in tutto relax, nella collinetta circostante, viene ricacciata indietro dai “big jim” della sicurezza, i quali sorvegliano ogni mossa sospetta dalla cima della collina, manco fossimo dei viet-kong. Tobi, che insieme ai suoi amici abbiamo conosciuto durante la vana attesa del Party-Bus ad Ostbahnhof, propone di aizzare una sommossa e andare alla conquista dello collina contesa. Viste le forze in campo però la soluzione viene tosto archiviata, in luogo di un più pacifico giro di birra. Fra i colori cangianti degli occhiali e l’incrementare delle bollicine che iniziano a depositarsi nei corpi, la pista raggiunge un certo fervore. Il buio sta ormai vincendo il giorno quando ‘e ormai chiaro che il pienone non ci sarà… anzi iniziano a girare le prime voci riguardo una chiusura anticipata. Ciò nonostante il popolo dell’electro, colorato e ben attillato nel suo “plastico” abbigliamento casual, non si scoraggia e continua a ballare.
Nel frattempo facciamo la conoscenza di Joey un DJ americano che sta a Berlino da un annetto circa e una ragazza parigina, la quale dopo quattro anni di permanenza, pare aver cancellato quasi ogni traccia di accento francese dal suo tedesco parlato. Dopo la ritirata di Matteo, che lascia il forte per raggiungere la carovana veneta in visita, rimane appena il tempo di godersi un po’ di buona musica ballando a cielo aperto e lasciandosi andare in voluttuose danze, sospinte anche dalle bottigliette di Corona Extra ( a prop. mi piacerebbe proprio sapere, per cosa sta veramente quell’”extra”?? Tanto per confermare o smentire certe leggende metropolitane che riguardano la suddetta marca di birra…) , che alle 22.30 in punto la musica viene interrotta di botto. Fine.
Anche questo può essere Berlino. Evidentemente l’offerta musicale, culturale, di eventi e festival ha raggiunto una diffusione tale che i suoi 3.400.000 di abitanti, per quanti che siano (senza calcolare i visitatori in costante crescita), non riescano a starci dietro! Sarà per un’altra volta. Ad ogni modo la Zitadelle di Spandau, uno dei forti medioevali meglio conservati al mondo è sicuramente una location d’eccezione e per quello che è durato, la nostra parte l’abbiamo fatta. Good vibes!
di Fabrizio Selvaggi
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