Impressioni Berlinesi XI
Un paio di giorni fa avevo letto, su uno dei mille volantini attaccati ovunque lungo il ponte che a Warschauerstrasse collega la S-Bahn con la U-Bahn, che per venerdí era indetta una manifestazione antifascista “nella mia zona”, cioè a Lichtemberg. Concentrazione fuori dalla stazione dei treni alle 18:00.
Quella di Lichtemberg-Marzhan, periferia est della cittá, è tristemente nota per episodi di violenza e razzismo. Qui dove le contraddizioni della Wende (caduta del muro, ndr), si sono fatte sentire piú che altrove, l’ideologia di estrema destra ha trovato un terreno fertile e si è radicata. Chiunque incontriamo, sia a scuola, al lavoro o in giro, quando diciamo loro dove abitiamo, non si astiene da fare un commento e nel 100% dei casi, lo stesso è negativo.*
Per cui deciso, un filino intimorito (non si sa mai che qualche nazi mi faccia pagare la stronzata dell’ aggressione inventata dall’italiano qualche giorno fa) e sicuramente curioso, mi presento all’appuntamento. Una fermata di S-bahn e sono arrivato. Giá sul binario ci sono dei poliziotti, riconoscibili dalla divisa verde oliva. Faccio il sottopassaggio, esco e vedo poliziotti sparsi qua e lá, ma nessun manifestante; solo un gruppetto di punk con le tipiche borchie, capelli variopinti con la cresta, stivaletti, toppe ovunque, che brandendo la bandiera anarchica inneggiano alla cacciata dei neonazi: “nazi raus!raus,raus,raus!!”. Non sapendo in che direzione il corteo si fosse mosso (sono giá le 19:00), cammino un po’ a caso seguendo la dislocazione delle camionette della polizei, che vigilano ogni incrocio e sottopassaggio. Girati due isolati mi trovo davanti uno schieramento di poliziotti impressionante, a piedi, sulle macchine e sui cellulari.
Tuttavia essi mi sembrano meno equipaggiati che da noi (neanche paragonabili ai robocop che c’erano a Genova, questi al confronto assomigliano di piú alla ciurma di star trek). I manganelli, si, ci sono, ma non tutti sotto l’uniforme verde hanno l’imbottitura, inoltre non sono molti quelli che portano il casco e complessivamente il reparto appare molto eterogeneo sia nell’etá che nel sesso. In fondo al vialone intravedo il corteo. Gli vado incontro, e guardandomi in giro noto che c’é un gruppetto di poliziotti che trascina via due ragazzi, con ogni probabilitá militanti di destra, che avranno provato a fare delle azioni di disturbo. Il primo dei due capelli rasati e giubbettino nero, tenuto a bada da tre poliziotti cammina a testa alta fieramente arrestato e per nulla intimorito. Dopo un centinaio di metri raggiungo la testa del corteo e mi siedo sull’uscio di un portone chiuso per osservarlo sfilare. Non è una manifestazione di massa, nazionale o cose del genere; medio-piccolo come tanti ne ho visti a Modena. la partecipazione peró è varia: ci sono i piú giovani dietro il carro che pompa la musica, tra i quali riconosco i punk di prima, ora piú numerosi, ci sono le bandiere della SPD, ci sono persone di ogni etá, cartelli e slogan che condanno il razzismo e invocano la pace (Friede). Una signora di mezza etá è avvolta nella bandiera della pace (scritto in italiano) e sulla schiena ha un cartello con scritto kein Gewalt (no alla violenza). Mentre il corteo sfila, un ragazzo, anche lui capelli rasati, giubbetto e occhiali da sole neri (non è uno stereotipo, era effettivamente questo il suo look) viene li vicino a me e con la chiave si mette a grattare via degli adesivi attaccati al tubo di scolo li accanto. Prima che tutto il corteo mi sfili davanti, mi alzo e mi mischio tra la folla. Prima peró do un’occhiata agli adesivi e da quel poco che si capisce, si tratta di adesivi con messaggi antifascisti.
Il corteo percorre Weitlingstrasse, un viale lungo e dritto che porta alla stazione. Molta gente è affacciata dalle finestre delle case. Dal corteo ogni tanto partono dei cori antifascisti e ad un tratto sale un po’ di tensione tra manifestanti e alcune persone affacciate al primo piano. Anche ai lati della strada ogni tanto noto dei gruppetti di “spettatori” dalle facce tese e poco raccomandabili. La polizia comunque vigila ogni angolo e molti di loro scambiano due parole con i manifestanti. Tutto sommato la manifestazione fila via liscia, pacificamente. Siamo all’altezza di Lichtemberg Bahnhof, mi defilo e dopo aver gettato gli ultimi sguardi ritorno al binario.
*Personalmente ritengo che la situazione di questi quartieri venga un po’ stereotipata. È si vero che non c’è nient’ altro che Plattenbau (casermoni popolari) e qualche Kneipe (bettola), è si vero che ci sono stati episodi di violenza, è si vero che le sedi NPD (partito di matrice neonazista, ndr) qui hanno piú iscritti che altrove, peró come spesso accade, si tende ad isolare queste situazioni e caratterizzarle come se fossero l’unica realtá esistente. In questo i giornali sono maestri. In certe riviste cittadine l’immagine di questi luoghi è facile preda di articoli marcatamente caricaturali e descrizioni impietose, secondo cui qui è sempre tutto grigio, il cielo come le persone (come se il sole tramontasse solo a Kreuzberg); oppure le interviste che fanno riportano risposte esagerate come: “se hai cara la pelle ti conviene non aggirarti nei dintorni quando fa scuro” ecc..Tutto ció contribuisce cosí a dare un’immagine streotipata, per cui gli abitanti di queste zone sono tutti dei nazi, violenti ed intolleranti, relegati in una realtá suburbana che poi tutti finiscono per disprezzare senza metterci mai piede.
di Fabrizio Selvaggi 2006
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