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		<title>Carpeberlin: Being a visitor, not a tourist</title>
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		<description>RSS-Feed Carpeberlin -- Being a visitor - not a tourist</description>
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			<title>Carpeberlin: Being a visitor, not a tourist</title>
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			<description>RSS-Feed Carpeberlin -- Being a visitor - not a tourist</description>
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		<lastBuildDate>Tue, 19 Jan 2038 03:14:07 +0100</lastBuildDate>
		
		
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			<title>Espana campeón!</title>
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			<description>Dalla tavola al pallone la Spagna conquista il mondo...diffidare delle imitazioni. 

di Fabrizio Selvaggi</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Corre l’ anno 2010 e la <b>Spagna</b> è <b>campione del mondo</b>! Non fosse per la tremenda crisi economica che da più di due anni aleggia in suolo iberico, sarebbe stato il perfetto coronamento di una crescita positiva e costante. Nella decade che va dal 1997 al 2007, la Spagna infatti era parsa, come la stella più brillante dell’ Unione Europea, dando la migliore espressione di sé nel turismo come nella gastronomia, nella politica come nella moda, nella lingua come nella cultura, portando sul palco internazionale l’ immagine di un paese giovane, innovativo e al contempo rispettoso delle tradizioni. Questo stato di salute si è riflesso senza dubbio anche nello sport: dal tennis alla Formula Uno, dal basket al Grand Prix ( vedi ivari Nadal, i fratelli Gasol, Alonso, Pedrosa, solo per citarne alcuni) e non da ultimo ovviamente il calcio. I suoi migliori giocatori sono contesi, non solo da Barcellona e Real Madrid, ma anche dai più blasonati club inglesi&nbsp;e tutto il mondo ha potuto ammirare come una delle nazionali meglio assortite, tatticamente coesa e con un età media di nemmeno ventisei anni ha vinto in due anni Europeo e Coppa del Mondo. Un Paese dinamico e rampante, che gettato alle spalle l’ isolamento franchista ( 35 anni or sono la fine del regime del Caudillo) ha imparato a far conoscere ed esportare i suoi prodotti in altre parti del mondo. Questo è facilmente percebile in Germania, nella vita di tutti giorni: “Dove sei stato in vacanza?” Per molti: “<i>mal in Spanien gewesen</i>”. <i>Tinto</i> e <i>Serrano </i>non sono più termini sconosciuti, al limite intesi come dei nomi propri, ma sono entrati nel linguaggio comune e usati con una certa dimestichezza anche dal tedesco medio. A Berlino fioriscono locali, Tapas bar e ristoranti spagnoli. Tra questi spicca il <b>Tauro</b> in <b>Senfelderplatz</b>, dallo stile estremamente pomposo e con un toro gigante che troneggia in mezzo alla sala. Strutturato su 2 piani, con un lunghissimo bancone dove servono le tapas ( aihmè sempre vuoto, visto che qui regna l’usanza del “<i>zum mitnehmen</i>” ), lussureggianti <i>azulejos</i> a piastrellare e dare un tocco di colore al salone,&nbsp;cura dei dettagli e una regale scalinata che porta al piano superiore dove ci sono i tavoli all’ aperto. Tutto molto bello, peccato che quando ci siede a tavola, le porzioni del menù alla carta sono (eccetto i prezzi) inversamente proporzionali. La grigliata mista, comprende tre ridicoli ossicini scarnificati, e due bocconcini accuratamente tagliati in parti uguali. Più un po’ di salsa di aioli a parte e qualche tozzo di pane. Un bicchiere di vino della casa (scelto tra i due rossi disponibili alla carta) 6,20 Euro e se chiedi dell’ acqua di rubinetto, ti viene risposto che la stessa si può bere a casa e non al rifornitissimo Tauro, dove invece regna la qualità. Quindi senza dover disturbare Rheinold Messner per la consulenza, meglio corrispondere le 4 euro, indicatore di freschezza e purezza. Finito il pasto, mi guardo con circospetto e osservo il nuovo <b>Pfefferberg</b> restaurato, ripensando ai mondiali del 2006, quando il Biergarten era attrezzato con tavoli e panche di legno, cucina tedesca improvvisata, graffiti e pubblico rumoroso. Ma d’ altronde anche questo è il segno dei tempi che cambiano a Berlino. Chissà se quella volpe di Wowereit, sta già pensando di organizzare un’ amichevole Germania- Spagna, qui all’ <b>Olympiastadion</b>, prima del prossimo europeo? Tutto può essere, l’ importante è che non inviti Del Bosque e co. a cenare al Tauro, poiché rischierebbe di fare un autogol! Gli spagnoli si sa, guardano meno alla forma e più alla sostanza….. </p>]]></content:encoded>
			Vita
			
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:03:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Erich Mühsam</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2397&#38;cHash=8c3130fd02</link>
			<description>Erich Mühsam era uno scrittore tedesco e anarchico. Nacque il 6 aprile del 1878 a Berlino e morí il 10 luglio del 1934 a Oranienburg. Scrisse innumerevoli componimenti poetici, scritti di teatro,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Mühsam fu cresciuto a Lubecca, da genitori ebrei. Giá in gioventú si dedicó alla scrittura producendo testi per differenti periodici; dopo il conseguimento del diploma di maturitá apprese la professione del farmacista. Nel 1901 ritornó a Berlino&nbsp; e lavoró come redattore per le riviste anarchiche &quot;Der arme Teufel&quot; e &quot;Weckruf&quot;. <br /><br />Vennero in seguito i viaggi. Italia, Zurigo, Vienna e Parigi furono le sue dimore. Nel 1909 si stabilí a Monaco e divenne membro del gruppo svevo-boemio che contava tra i suoi uomini Heinrich Mann, Fanny zu Reventlow e molti altri. In seguito all'assassinio del suo compagno Kurt Eisner, primo ministro della Baviera, per mano di appartenenti alla destra estremista, partecipó ai tumulti della Rivoluzione di Novembre e divenne persino una delle guide della Repubblica dei Consigli di Monaco. In seguito alla repressione della rivoluzione, durante la quale anche il suo compagno di vita Gustav Landauer spiró, Mühsam fu condannato ad una pena detentiva e trascorse cinque anni in prigione. <br /><br />Dopo il carcere ritornó a Berlino e visse nel quartiere di Neukölln, nella&nbsp; Dörchläuchtingstraße 48. Lavoró nuovamente come giornalista e allarmó indefesso nei suoi contributi del minaccioso pericolo di guerra e della ascesa del Nazionalsocialismo. Collaboró politicamente soprattutto con il giovane Herbert Wehner. Poco dopo la presa del potere da parte di Hitler, Mühsam venne catturato e un anno piú tardi isolato ad Oranienburg e ucciso per mano di agenti delle SS. Nonostante tutto, le sue opere sono ancora oggi di forte impatto. A causa del grande potere di stampa delle sue opere e il suo stile di vita anarchico, Erich Mühsam é considerato oggi tra gli autori favoriti dai giovani lettori.</p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 11:05:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Impressioni storiche - Il memoriale sovietico di Pankow</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2338&#38;cHash=c0c78fe29d</link>
			<description>A Schönholzer Heide, si trova il terzo Sowietische Ehrenmal di Berlino

di Fabrizio Selvaggi
</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">E’ una grigia mattina di fine marzo, quando decido di inoltrarmi dalle parti di <b>Pankow</b> alla ricerca del terzo e meno conosciuto <b>Sowietische Ehrenmal</b>. Per la verità oggi dovrebbe essere il primo giorno di primavera, ma di verde e prati fioriti neanche l’ombra, solo nuvole cariche di pioggia che non promettono nulla di buono. Di buon punto esco con la giacca ben allacciata fino al collo e mi incammino verso la S-Bahn di Greifswalderstrasse. Da qui inizia la mia escursione domenicale. Individuata la fermata di arrivo nell’odierna <b>Schönholz</b>, al confine tra Reinickendorf e Pankow, salgo sul convoglio e nel giro di una ventina di minuti sono arrivato. Dal finestrino scorgo il paesaggio urbano di Bornholmerstrasse fatto di scorrimenti ferroviari, numerosi ponti e ampi spazi aperti. La vecchia linea di confine est-ovest accompagna questo tragitto inscindibilmente. </p>
<p class="bodytext">Sceso alla fermata mi devo orientare per trovare il cammino che porta al monumento. Avrei anche voglia di un secondo caffè mattutino, ma la fermata di Schönholz non offre altro che un desolato sottopasso e lo sguardo su alcuni edifici abbandonati nello spazio verde al di là dei binari. Seguo la via principale in direzione di Pankow imbattendomi in un cimitero, che si trova adiacente al <b>parco di Schönholzer Heide</b>, dentro al quale dovrebbe nascondersi da qualche parte anche lo scopo della mia visita. Per passare dal cimitero al parco e per evitare di fare il percorso un’altra volta a ritroso devo scavalcare una transenna. Per di più si è anche messo a piovere e gli alberi ancora semispogli non possono niente contro la fitta pioggerellina, questa si tipicamente primaverile, che cade soavemente posandosi su ogni cosa. Poco convinto mi inoltro fra i sentieri fino a quando non incontro un po’ di gente che porta a spasso il cane o che fa jogging; del memoriale sovietico neanche l’ ombra. Finalmente dopo aver attraversato l´intero parco scorgo delle mura e un vialetto alle cui estremità si ergono due pilastri con scritto “<i>Agli eroi per la memoria eterna</i>”. La pioggia intanto è diminuita e noto che ci sono altre persone che passeggiano verso l’entrata del sacrario. </p>
<p class="bodytext">La struttura molto ampia, rettangolare e dalle perfette simmetrie è suggestiva e di forte impatto visivo. Al suo centro si erge un grande obelisco, mentre all’entrata si trovano due cripte con colonne bianche e blocchi di marmo, sulle cui pareti oltre a delle figure di donne e soldati scolpite in bassorilievo, ci sono delle scritte da una parte in russo e da una parte in tedesco: “<i>Entbloesst das Haupt! Hier sind Sowietische Soldaten, Helden des Grossen Vaterlandisches Krieg 1941-1945, zur ewigen Ruhe gebettet. Sie gaben ihr Leben fuer euere Zukunft</i>.“ ( Chinate il capo! Qui sono sepolti i Soldati Sovietici, eroi della grande Guerra Patriottica 1941-1945, per l’eterno riposo. Diedero la loro vita per il vostro futuro. I dati ufficiali parlano di 22.000 soldati che perirono tra il 16 aprile e il 2 maggio 1945, durante la decisiva battaglia per la presa di Berlino. Costruito su un´area di 3 ettari, il sacrario custodisce il ricordo degli oltre 3200 soldati che furono sepolti qui e le cui tombe sono disposte lungo l’ intero perimetro. Una decina di metri prima delle scalinate che portano all’obelisco, al centro del memoriale si trova la statua di una donna che sorregge fra le sue braccia il corpo di un soldato morto, avvolto tra le pieghe della bandiera dell’Unione Sovietica. Fortemente simbolica questa scultura in bronzo ( realizzata nel 1949 dallo scultore <b>Iwan Perschedtschew</b>) raffigura un soldato dal fisico possente, il quale morente viene sorretto dalla madre (patria) il cui sguardo esprime dolore e fierezza. Poco più in la, saliti i gradini si giunge alla base dell’ obelisco, dove c’ è una cripta, al cui interno ci sono delle corone di fiori, deposte da parte della Federazione Russa e della Bielorussia. Nell’obelisco è inciso il messaggio “ <i>Die dankbare Menscheit wird ihre Heldentum nie vergessen</i>” ( L’ umanità riconoscente non dimenticherà mai il vostro eroismo”).</p>
<p class="bodytext">Mentre ammiro l’obelisco da vicino, vedo arrivare un bambino da solo, che dopo aver attraversato il memoriale, viene ai piedi dell’ obelisco lo guarda con riverenza per alcuni istanti e senza incrociare il mio sguardo se ne torna indietro. Io rimango alcuni minuti assorto a percepire l’ambiente. I sensi mi trasmettono profumi di bosco e una quiete scalfita a malapena dai rumori delle auto e delle S-Bahn, che passano di tanto in tanto. Sul lato opposto rispetto a dove sto io, una coppia di anziani fa lo stesso, seduti sulla banca e riparati sotto il colonnato. Sul cui soffitto sono intarsiati dei bei mosaici raffiguranti la spiga di grano, falce e martello. La perfetta manutenzione del memoriale è garantita dall’accordo detto 4+2, stipulato nell’ ambito delle trattative per la riunificazione, fra le quattro potenze occupanti e le due Germanie. Meno imponente ma altrettanto suggestivo, rispetto a quello di Treptow, questo memoriale vuole trasmettere soprattutto il senso del dolore più che della vittoria. Come testimoniano le parole riportate ai piedi della statua di bornzo “ <i>Nicht vergebens waren der Tod und das vergossene Blut des Sowiethelden, nicht vergebens der Kummer und die Traenen der Muetter, Witwen und Waisen. Sie rufen zum Kampf fuer den dauernden Frieden unter den Voelker auf</i>“. </p>]]></content:encoded>
			Rubriche
			
			<pubDate>Fri, 28 May 2010 11:11:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Stadt kann Land, il nuovo “Polmone verde”</title>
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			<description>Da aeroporto centrale a nuovo Parco centrale: esattamente 65 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale Tempelhof apre ai cittadini le sue porte.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Con i suoi 380 ettari il nuovo parco di Tempelhof <span lang="it-IT">è la seconda macchia verde cittadina per grandezza in Germania, superato solo dal Giardino Inglese di Monaco. Le sue dimensioni arrivano a superare non solo quello che finora godeva del secondo posto sul podio dei grandi parchi tedeschi, ovvero Tiergarten(210 ettari), ma anche gli enormi polmoni verdi di città come Londra, Hyde Park e New York, Central Park, che rispettivamente misurano 141 e 341 ettari. Dall'8 maggio è possibile accedere all'area di Tempelhof attraverso differenti vie. Oderstrasse, Columbiadamm e Tempelhoferdamm, all'altezza della stazione metropolitana, permettono l'accesso al grande spazio verde. Per la prima volta, dopo circa 300 anni, Tempelhof non svolge più la sua funzione di zona militare o aeroportuale, offrendo così un'alternativa alla cittadinanza berlinese. Purtroppo in questa immensa prateria vigono ancora leggi prussiane: da dimenticare la solita anarchia dei parchi berlinesi, qui fuochi, cani senza guinzaglio e armi sono assolutamente proibiti. E</span> <span lang="it-IT">al calar del sole, tutti in ritirata!</span></p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Tue, 11 May 2010 11:54:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Über Lebenskunst, L'arte del vivere – CHIAMATA!</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2262&#38;cHash=eebbf42ab6</link>
			<description>Call For Future chiama tutti, tutti coloro che pensano con e per Berlino. La fondazione culturale e la Haus der Kulturen der Welt sono alla ricerca di progetti artistici e iniziative sociali, che...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><b><span lang="it-IT">Termine ultimo di consegna:</span></b><b> 24 </b><b><span lang="it-IT">maggio</span></b><b> 2010</b></p>
<p class="bodytext"><b>Über Lebenskunst </b> <span lang="de-DE">si muove per rendere la </span><span lang="it-IT">città di Berlino teatro di iniziative, che siano unione di cultura e persistenza e che osino creare nuovi intrecci per l'arte.</span><br /><br /><span lang="it-IT">Scoprire nuove forme di un'arte del vivere sostenibile è la parola d'ordine. </span> </p>
<p class="bodytext"><span lang="it-IT">Partecipare è facile. Basta scaricare il modulo e completarlo (in maniera leggibile). In inglese o in tedesco (compilabile anche in pdf) entro il 24 maggio 2010. </span> </p>
<p class="bodytext"><b>Download </b><span lang="it-IT"><b>del modulo</b></span><b>:<br /></b><a href="http://www.ueber-lebenskunst.org/call.html" target="_blank" >www.ueber-lebenskunst.org/call.html</a> </p>
<p class="bodytext"><b>Info</b><span lang="it-IT"><b>rmazioni</b></span><b>:</b><br /><a href="http://www.ueber-lebenskunst.org/" target="_blank" >www.ueber-lebenskunst.org</a> </p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Fri, 07 May 2010 13:42:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Leggere per non dimenticare</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2261&#38;cHash=feb759554b</link>
			<description>Il 10 maggio del 1933 Bebelplatz, nel quartiere di Mitte, fu teatro dello spietato incendio di libri voluto e concretizzato da parte di studenti tedeschi. Circa 70.000 tra studenti, professori, e...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><b>... </b><span lang="it-IT"><b>letture di</b></span><b>:</b><br />Gesine Lötzsch, <span lang="it-IT">Delegato parlamentare del partito </span>Die Linke<br />Petra Pau, <span lang="it-IT">Delegato parlamentare del partito</span> Die Linke<br />Luc Jochimsen, <span lang="it-IT">Portavoce per le politiche-culturali della frazione di sinistra del parlamento</span><br />Gregor Gysi, <span lang="it-IT">Presidente della frazione parlamentare del partito Die Linke</span><br />Ilja Seifert, <span lang="it-IT">Storico della letteratura, poeta, Portavoce per le politiche del turismo e dell'handicap della frazione di sinistra del parlamento</span><br />Roland Claus, <span lang="it-IT">Delegato parlamentare del partito Die Linke</span><br />Gina Pietsch, <span lang="it-IT">Cantante, attrice e interprete di Brecht</span><br />Wolfgang Völz, <span lang="it-IT">Attore cinematografico e televisivo</span></p>
<p class="bodytext"><span lang="it-IT">e molti altri</span><br />  </p>
<p class="bodytext"><span lang="it-IT"><b>Dove</b></span><b>:</b><br />Bebelplatz<br />10117 Berlin-Mitte<br />S <span lang="it-IT">e</span> U-Bhf. Unter den Linden<br />BUS 100</p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Thu, 06 May 2010 21:00:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Berlinandout</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2085&#38;cHash=7cfbb86d6e</link>
			<description>Le visite guidate di Berlino innovative e in italiano</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><b>Berlinandout</b> non offre un semplice servizio, ma con le sue passeggiate e visite guidate trasmette al visitatore e turista italiano la propria conosceza e tutto il suo amore per la capitale tedesca.</p>
<p class="bodytext">Con Berlinandout potrete vedere da vicino gli avvenimenti storico-culturali che hanno fatto di Berlino la capitale europea più elettrizzante ed innovativa del 21° secolo. Arte, storia, sconvolgimenti socio-urbani si intrecciano e districano all' interno delle 12 circoscrizioni che formano questa città-stato o altrimenti detta &quot;Repubblica di Berlino&quot;. </p>
<p class="bodytext">Con Berlinandout potete inoltre visitare tutte le maggiori attrazioni della città, mediante tour altamente professionali e perfettamente collaudati. E soprattuto in lingua italiana! </p>
<p class="bodytext">Belinandout sarà la vostra e riferimento durante l' intero soggiorno e saprà condividere con voi il meglio di ciò che la città è in grado di offrire. </p>
<p class="bodytext">Le visite sono indicate tanto per gruppi organizzati quanto per privati, scolaresche o singoli partecipanti. </p>
<p class="bodytext">Per richieste, prenotazioni o maggiori informazioni, vi potete rivolgere direttamente a </p>
<p class="bodytext"><b>berlinandout@googlemail.com</b></p>
<p class="bodytext">oppure chiamando il numero di tel. +49 (0) 176 850 833 31</p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:49:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Mafia?Nein danke!</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2084&#38;cHash=aab2794dcc</link>
			<description>L'Associazione Mafia?Nein danke! si presenta alla collettività tedesca ed italiana per informare e promuovere una cultura di legalità.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Nata nell’agosto del 2007 in seguito alla strage di Ndrangheta a <b>Duisburg</b> per mostrare anche il volto onesto dell’emigrazione italiana, Mafia? Nein danke da allora é attiva nella tutela della legalità e denuncia della presenza di organizzazioni criminali italiane in Germania. Nel Dicembre 2007 grazie all’appoggio e al coordinamento di <b>Mafia? Nein danke!</b> imprenditori e gastronomi berlinesi denunciano un tentativo di estorsione effettuato da affiliati a clan camorristici. Nel corso del 2008 Mafia? Nein danke! porta avanti iniziative di tipo culturale organizzando tavole rotonde e conferenze sul tema della lotta internazionale al crimine organizzato. Divenuta parte del network <b>FLARE</b>, dal Maggio 2009 Mafia? Nein Danke! si é costituita associazione e intende proseguire nel lungo periodo il lavoro di sensibilizzazione presso la società civile e l’opinione pubblica tedesca sulle attività criminali delle mafie in Germania. </p>
<p class="bodytext"><b>Obiettivi dell’associazione</b>: </p>
<p class="bodytext">◗ denunciare la presenza e le attivitá delle associazioni mafiose in Germania e difendere il valore della legalitá in contesto internazionale. </p>
<p class="bodytext">◗ sensibilizzare l’opinione pubblica tedesca ed agire verso la classe politica affinché venga riconosciuta la necessitá di sviluppare soluzioni piú efficaci a livello europeo per il contrasto al crimine organizzato. </p>
<p class="bodytext">◗ sostenere le vittime di mafia, mantenere viva la memoria dell’impegno antimafia come esempio civile e tenere acceso il dibattito culturale sulle problematiche sociali legate al crimine organizzato</p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:24:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Film documentari sulla mafia</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=2083&#38;cHash=342ab665e8</link>
			<description>L'associazione Mafia?Nein danke! in collaborazione con l' Associazione Malaparte e.V. presentano un ciclo di film documentari sulla criminalità organizzata italiana.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Un viaggio di sensibilizzazione sulla storia della mafia dalle origini ai giorni nostri. </p>
<p class="bodytext">4 marzo <b>Il sasso in bocca</b> Giuseppe Ferrara (1969)</p>
<p class="bodytext">11 marzo <b>Il fantasma di Corleone</b> Marco Amenta (2006)</p>
<p class="bodytext">18 marzo <b>Vedi Napoli e poi muori</b> Enrico Caria (2007)</p>
<p class="bodytext">25 marzo<b> La Santa. Viaggio nella 'ndrangheta sconosciuta</b> Ruben H. Oliva (2007)</p>
<p class="bodytext">1 aprile <b>In un altro Paese</b> Marco Turco (2005)</p>
<p class="bodytext"><br /><b>Quando:&nbsp; </b>ogni giovedi' alle ore 20.00<br />Tutti i film sono in lingua italiana (senza sottotitoli).</p>
<p class="bodytext"><b>Indirizzo</b>:<br />Eylauerstr. 24, 10965 Berlin, Kreuzberg - Tel. 030 671 24 898<br />U6, fermata Platz der Luftbrücke,<br />U7, S2 o S25, fermata Yorkstraße.</p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:38:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Il Berlinpass</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=1944&#38;cHash=3db75190e7</link>
			<description>Con una percentuale del 18,6%, Berlino é la cittá che ospita piú beneficiari, in un contesto nazionale, del sussidio di disoccupazione Hartz-IV. Affinché la vita culturale della cittá sia piú...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Il documento, della grandezza di un libretto per gli assegni, é distribuito a tutti coloro i quali godono di un aiuto sociale minimo. Rientrano in questo gruppo i cosiddetti beneficiari dell'„Arbeitlosengeld II“ (meglio conosciuto come Hartz-VI), del „Sozialhilfe“ e delle  „Asylbewerberleistungen“, ovvero retribuzioni per i disoccupati, aiuti sociali o aiuti per persone richiedenti l'asilo politico. Il pass viene offerto dal Bürgeramt, il comune, e necessari per ottenerlo sono una foto, l'approvazione dell'ufficio per il lavoro, l'arbeitsamt, e un documento d'identitá valido. La burocrazia in questo caso non solleverá complicazioni: basterá entrare, presentare i suddetti documenti e uscire ufficialmente come un berlinese.  </p>
<p class="bodytext">I vantaggi sono molteplici; qui una breve sintesi:</p>
<p class="bodytext"><b>Traffico locale</b> – il Berlinpass funziona anche da carta sostitutiva del Berlin-Ticket-S, con il quale, per soli 33,50 euro, sará possibile viaggiare nelle zone A e B. Disponibile in tutti i punti vendita e distributori automatici della BVG.  </p>
<p class="bodytext"><b>Biblioteche</b> – le biblioteche statali, con la lora ampia offerta di libri, CD e DVD, potranno essere a diritto frequentate gratuitamente.</p>
<p class="bodytext"><b>Volkhochschulen</b> – tutti i corsi sono ridotti del 50 %.  </p>
<p class="bodytext"><b>3-Euro-Kulturticket</b> – numerose istituzioni culturali offrono un'entrata ridotta del valore di 3 euro, spesso vincolata alla disponibilitá o a determinati giorni della settimana. Tra le istituzioni troviamo: Berliner Ensemble e Berliner Philharmoniker, Deutsche Oper, Deutsches Theater, Friedrichstadtpalast, Hebbel am Ufer, Komische Oper, Maxim Gorki Theater, Staatsballet, Staatsoper e Volksbühne.  </p>
<p class="bodytext"><b>Sport</b> – entrate ridotte per piscine, club sportivi, associazioni, manifestazioni e organizzazioni sportive.  </p>
<p class="bodytext"><b>Altro</b> – numerosi cinema, musei e teatri offrono entrate ridotte, sempre vincolate alla disponibilitá dell'istituzione stessa e alla data.  </p>
<p class="bodytext"><b>Dulcis in fundo: Carpeberlin consiglia: </b>i possessori del Berlinpass ricevono a soli 16 euro un'entrata annuale al cimitero centrale Friedrichsfelde.  </p>
<p class="bodytext">&nbsp;</p>
<p class="bodytext">Il Berlinpass é gratuito e valido per il tutto il tempo della riscossione del sussidio sociale, e puó, dopo la scadenza, essere prolungato.</p>
<p class="bodytext">Informazioni sulle riduzioni <br /><a href="http://www.berlin.de/sen/soziales/sicherung/berlinpass/angebote/" target="_blank" >www.berlin.de/sen/soziales/sicherung/berlinpass/angebote/</a> </p>
<p class="bodytext">Gli uffici competenti disponibili all'indirizzo: <a href="http://www.berlin.de/buergeramt/" target="_blank" >www.berlin.de/buergeramt/</a></p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 16:05:00 +0100</pubDate>
			
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			<title>Ideali pericolosi</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=1939&#38;cHash=afec1e9512</link>
			<description>di Nicolas Flessa
Gli idealisti sono comunemente considerati uomini migliori. Quando il Papa filosofeggia sull’uso del preservativo ad occhi chiusi non si tratta solo di una plateale mancanza, bensì...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Cosa mi rende idealista? Per esempio il fatto di ritenere la religione una buona cosa. Mi si fermerà e si dirà subito che la religione proprio ai nostri giorni è la causa di tanto dolore, di guerre e incomprensioni. Se ammettessi questo ragionamento sarei realista: chi giudica la religione solo in base a quanto di buono ha fatto o fa ancora, o che la considera dal punto di vista materialistico come qualcosa di distruttivo e contro-natura che deve essere superato.</p>
<p class="bodytext">Io guardo la religione dal punto di vista di ciò che essa vuole e intende e la giudico a partire dal suo potenziale immanente. Dunque, l’idealismo non ha solo a che fare con la cecità, bensì con una devozione alla possibilità. Si potrebbe obiettare: l’idealismo allora non è per nulla meglio della religione, visto che essa è causa di tutte le piaghe del mondo proprio perché non lascia vivere, ma vuole cambiare la vita in vista di un fine di volta in volta ambito dalle varie religioni. </p>
<p class="bodytext">Allora vi chiedo: ma la religione non è, altrettanto, conservatrice? Cosa pesa di più da parte vostra, un propensione “realista” alla conservazione di ciò che è dato o la vostra tensione “idealista” al miglioramento della realtà? </p>
<p class="bodytext">La cose si complicano se si pensa che non solo Gesù, John Lennon o Madre Teresa furono uomini idealisti, ma anche Adolf Hitler o Josef Stalin. Né si semplificano considerando che tutte le guerre degli ultimi cent’anni furono condotte tra idealisti con ideali differenti. Il vero pericolo del Nazionalsocialismo non consiste allora nel fatto che, a causa della cecità collettiva dell’intero continente, negli anni trenta sia salito al potere un gruppo di rozzi primitivi decisi ad uccidere e distruggere. <span lang="DE">Nessuno, di per sé, li avrebbe seguiti. </span>Le masse seguono sempre l’ideale. Il pericolo nazionalsocialista risiede nel fatto che essi intendevano costruire un mondo di luce, di felicità, liberazione. Tutti ideali positivi. L’ingiustizia risiedeva nel fatto che pretendessero creare questo mondo di luce in modo esclusivo e ai danni del resto dell’umanità.</p>
<p class="bodytext">Ci ritroviamo incastrati tra due macine. E così in futuro dovremo tracciare il nostro corso zigzagando tra ideali e realtà di questo mondo, per approdare ad una concezione della vita che sia da noi sostenibile, in quanto uomini razionali. Sempre pronti a sperare e a ponderare il cambiamento, ma mai ai costi altrui.</p>
<p class="bodytext">Traduzione di Matteo Anastasio</p>
<p class="bodytext"><b><span lang="DE"></span></b></p>
<p class="bodytext"><b><span lang="DE"></span></b></p>]]></content:encoded>
			
			
			<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 14:48:00 +0100</pubDate>
			
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			<title>Impressioni Berlinesi- Concerto di Manu Chao</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/index.php?id=79&#38;L=5&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=1937&#38;cHash=0eaa9d91b4</link>
			<description>...all'arena di Treptow</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">...ero da poco tornato nella capitale tedesca quando apprendo della notizia che <b>Manu Chao</b> e la band <b>Radio Bemba Sound System</b> è in tournee e sarà anche a Berlino!!! Non ci penso due volte e alla prima occasione, passando davanti alla <i>Theaterkasse</i> nella stazione di Alexanderplatz, mi assicuro un biglietto per il concerto che si sarebbe tenuto di lì a un mese. Con gli occhi che mi brillano di gioia&nbsp;avvolgo con cura il colorato tagliando, di dimensioni tali da non starci nel portafoglio, e lo porto a casa dove verrà custodito fra le pagine di un dylan dog book fino alla data fatidica: 27/10/2007; finalmente dopo tanto tempo ho l'opportunità di sentire dal vivo quelle canzoni, quel mix di suoni evocativi che rimandano a certi luoghi e culture, vicine e lontane, che ho ascoltato tante volte su cd o in macchina guidando. Era dal 2001 che aspettavo, quando Manu Chao suonò a Genova il giorno prima del famoso <b>G8</b>. Adesso sono passati 6 anni, si avvicina l'inverno e non c'è quella stessa atmosfera carica di emozioni e pulsioni che permeava quei torridi giorni di luglio; però siamo a Berlino e l'<b>Arena</b> di <b>Treptow</b> comincia ad essere affollata da gruppi di giovani che iniziano a mettersi ordinatamente in fila per entrare, scolandosi improbabili beberoni e immancabili bottigliette di birra. Ci sono molti ispanici e naturalmente tedeschi, non mi pare invece di notare molti connazionali. Dopo aver sorseggiato una Flensburg accompagnata da un classico bratwurst seduto ai margini della <b>Sprea,</b> mi accingo ad entrare. Si avverte la folla scalpitare e smaniosa di accogliere la band al completo; basterà veramente poco per accendere la scintilla, in un'atmosfera di festa che è già&nbsp;palpabile. Dopo il gruppo di supporto, quasi all'improvviso entra in scena l'inconfondibile suono di <b>Manu Chao</b>, che regala il meglio del repertorio di <b>Mano Negra</b> e <b>Radio Bemba</b>, la gente è euforica e ondeggia fra le note e i suoni a tratti lenti a tratti sconvolgenti, caratteristici della performance live! Una carica di passione e sincerità capace di accomunare diversi temi sotto il tetto della musica! Tutto questo e molto di più è stato il concerto di Manu Chao, il cui carattere si sposa quasi inconsapevole con quello della città </p>
<p class="bodytext">Bienvenidos a Berlin! Siempre</p>
<p class="bodytext">di Fabrizio Selvaggi 2007</p>]]></content:encoded>
			Rubriche
			
			<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 12:52:00 +0100</pubDate>
			
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