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		<title>Carpeberlin: Being a visitor, not a tourist</title>
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		<description>RSS-Feed Carpeberlin -- Being a visitor - not a tourist</description>
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			<title>Carpeberlin: Being a visitor, not a tourist</title>
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			<description>RSS-Feed Carpeberlin -- Being a visitor - not a tourist</description>
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		<lastBuildDate>Tue, 19 Jan 2038 03:14:07 +0100</lastBuildDate>
		
		
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			<title>Berlinandout</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/berlinandout/</link>
			<description>Le visite guidate di Berlino innovative e in italiano</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><b>Berlinandout</b> non offre un semplice servizio, ma con le sue passeggiate e visite guidate trasmette al visitatore e turista italiano la propria conosceza e tutto il suo amore per la capitale tedesca.</p>
<p class="bodytext">Con Berlinandout potrete vedere da vicino gli avvenimenti storico-culturali che hanno fatto di Berlino la capitale europea più elettrizzante ed innovativa del 21° secolo. Arte, storia, sconvolgimenti socio-urbani si intrecciano e districano all' interno delle 12 circoscrizioni che formano questa città-stato o altrimenti detta &quot;Repubblica di Berlino&quot;. </p>
<p class="bodytext">Con Berlinandout potete inoltre visitare tutte le maggiori attrazioni della città, mediante tour altamente professionali e perfettamente collaudati. E soprattuto in lingua italiana! </p>
<p class="bodytext">Belinandout sarà la vostra e riferimento durante l' intero soggiorno e saprà condividere con voi il meglio di ciò che la città è in grado di offrire. </p>
<p class="bodytext">Le visite sono indicate tanto per gruppi organizzati quanto per privati, scolaresche o singoli partecipanti. </p>
<p class="bodytext">Per richieste, prenotazioni o maggiori informazioni, vi potete rivolgere direttamente a </p>
<p class="bodytext"><b>berlinandout@googlemail.com</b></p>
<p class="bodytext">oppure chiamando il numero di tel. +49 (0) 176 850 833 31</p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:49:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Mafia?Nein danke!</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/mafianein-danke/</link>
			<description>L'Associazione Mafia?Nein danke! si presenta alla collettività tedesca ed italiana per informare e promuovere una cultura di legalità.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Nata nell’agosto del 2007 in seguito alla strage di Ndrangheta a <b>Duisburg</b> per mostrare anche il volto onesto dell’emigrazione italiana, Mafia? Nein danke da allora é attiva nella tutela della legalità e denuncia della presenza di organizzazioni criminali italiane in Germania. Nel Dicembre 2007 grazie all’appoggio e al coordinamento di <b>Mafia? Nein danke!</b> imprenditori e gastronomi berlinesi denunciano un tentativo di estorsione effettuato da affiliati a clan camorristici. Nel corso del 2008 Mafia? Nein danke! porta avanti iniziative di tipo culturale organizzando tavole rotonde e conferenze sul tema della lotta internazionale al crimine organizzato. Divenuta parte del network <b>FLARE</b>, dal Maggio 2009 Mafia? Nein Danke! si é costituita associazione e intende proseguire nel lungo periodo il lavoro di sensibilizzazione presso la società civile e l’opinione pubblica tedesca sulle attività criminali delle mafie in Germania. </p>
<p class="bodytext"><b>Obiettivi dell’associazione</b>: </p>
<p class="bodytext">◗ denunciare la presenza e le attivitá delle associazioni mafiose in Germania e difendere il valore della legalitá in contesto internazionale. </p>
<p class="bodytext">◗ sensibilizzare l’opinione pubblica tedesca ed agire verso la classe politica affinché venga riconosciuta la necessitá di sviluppare soluzioni piú efficaci a livello europeo per il contrasto al crimine organizzato. </p>
<p class="bodytext">◗ sostenere le vittime di mafia, mantenere viva la memoria dell’impegno antimafia come esempio civile e tenere acceso il dibattito culturale sulle problematiche sociali legate al crimine organizzato</p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:24:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Film documentari sulla mafia</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/film-documentari-sulla-mafia/</link>
			<description>L'associazione Mafia?Nein danke! in collaborazione con l' Associazione Malaparte e.V. presentano un ciclo di film documentari sulla criminalità organizzata italiana.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Un viaggio di sensibilizzazione sulla storia della mafia dalle origini ai giorni nostri. </p>
<p class="bodytext">4 marzo <b>Il sasso in bocca</b> Giuseppe Ferrara (1969)</p>
<p class="bodytext">11 marzo <b>Il fantasma di Corleone</b> Marco Amenta (2006)</p>
<p class="bodytext">18 marzo <b>Vedi Napoli e poi muori</b> Enrico Caria (2007)</p>
<p class="bodytext">25 marzo<b> La Santa. Viaggio nella 'ndrangheta sconosciuta</b> Ruben H. Oliva (2007)</p>
<p class="bodytext">1 aprile <b>In un altro Paese</b> Marco Turco (2005)</p>
<p class="bodytext"><br /><b>Quando:&nbsp; </b>ogni giovedi' alle ore 20.00<br />Tutti i film sono in lingua italiana (senza sottotitoli).</p>
<p class="bodytext"><b>Indirizzo</b>:<br />Eylauerstr. 24, 10965 Berlin, Kreuzberg - Tel. 030 671 24 898<br />U6, fermata Platz der Luftbrücke,<br />U7, S2 o S25, fermata Yorkstraße.</p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:38:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Il Berlinpass</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/il-berlinpass/</link>
			<description>Con una percentuale del 18,6%, Berlino é la cittá che ospita piú beneficiari, in un contesto nazionale, del sussidio di disoccupazione Hartz-IV. Affinché la vita culturale della cittá sia piú...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Il documento, della grandezza di un libretto per gli assegni, é distribuito a tutti coloro i quali godono di un aiuto sociale minimo. Rientrano in questo gruppo i cosiddetti beneficiari dell'„Arbeitlosengeld II“ (meglio conosciuto come Hartz-VI), del „Sozialhilfe“ e delle  „Asylbewerberleistungen“, ovvero retribuzioni per i disoccupati, aiuti sociali o aiuti per persone richiedenti l'asilo politico. Il pass viene offerto dal Bürgeramt, il comune, e necessari per ottenerlo sono una foto, l'approvazione dell'ufficio per il lavoro, l'arbeitsamt, e un documento d'identitá valido. La burocrazia in questo caso non solleverá complicazioni: basterá entrare, presentare i suddetti documenti e uscire ufficialmente come un berlinese.  </p>
<p class="bodytext">I vantaggi sono molteplici; qui una breve sintesi:</p>
<p class="bodytext"><b>Traffico locale</b> – il Berlinpass funziona anche da carta sostitutiva del Berlin-Ticket-S, con il quale, per soli 33,50 euro, sará possibile viaggiare nelle zone A e B. Disponibile in tutti i punti vendita e distributori automatici della BVG.  </p>
<p class="bodytext"><b>Biblioteche</b> – le biblioteche statali, con la lora ampia offerta di libri, CD e DVD, potranno essere a diritto frequentate gratuitamente.</p>
<p class="bodytext"><b>Volkhochschulen</b> – tutti i corsi sono ridotti del 50 %.  </p>
<p class="bodytext"><b>3-Euro-Kulturticket</b> – numerose istituzioni culturali offrono un'entrata ridotta del valore di 3 euro, spesso vincolata alla disponibilitá o a determinati giorni della settimana. Tra le istituzioni troviamo: Berliner Ensemble e Berliner Philharmoniker, Deutsche Oper, Deutsches Theater, Friedrichstadtpalast, Hebbel am Ufer, Komische Oper, Maxim Gorki Theater, Staatsballet, Staatsoper e Volksbühne.  </p>
<p class="bodytext"><b>Sport</b> – entrate ridotte per piscine, club sportivi, associazioni, manifestazioni e organizzazioni sportive.  </p>
<p class="bodytext"><b>Altro</b> – numerosi cinema, musei e teatri offrono entrate ridotte, sempre vincolate alla disponibilitá dell'istituzione stessa e alla data.  </p>
<p class="bodytext"><b>Dulcis in fundo: Carpeberlin consiglia: </b>i possessori del Berlinpass ricevono a soli 16 euro un'entrata annuale al cimitero centrale Friedrichsfelde.  </p>
<p class="bodytext">&nbsp;</p>
<p class="bodytext">Il Berlinpass é gratuito e valido per il tutto il tempo della riscossione del sussidio sociale, e puó, dopo la scadenza, essere prolungato.</p>
<p class="bodytext">Informazioni sulle riduzioni <br /><a href="http://www.berlin.de/sen/soziales/sicherung/berlinpass/angebote/" target="_blank" >www.berlin.de/sen/soziales/sicherung/berlinpass/angebote/</a> </p>
<p class="bodytext">Gli uffici competenti disponibili all'indirizzo: <a href="http://www.berlin.de/buergeramt/" target="_blank" >www.berlin.de/buergeramt/</a></p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 16:05:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Ideali pericolosi</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/ideali-pericolosi/</link>
			<description>di Nicolas Flessa
Gli idealisti sono comunemente considerati uomini migliori. Quando il Papa filosofeggia sull’uso del preservativo ad occhi chiusi non si tratta solo di una plateale mancanza, bensì...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Cosa mi rende idealista? Per esempio il fatto di ritenere la religione una buona cosa. Mi si fermerà e si dirà subito che la religione proprio ai nostri giorni è la causa di tanto dolore, di guerre e incomprensioni. Se ammettessi questo ragionamento sarei realista: chi giudica la religione solo in base a quanto di buono ha fatto o fa ancora, o che la considera dal punto di vista materialistico come qualcosa di distruttivo e contro-natura che deve essere superato.</p>
<p class="bodytext">Io guardo la religione dal punto di vista di ciò che essa vuole e intende e la giudico a partire dal suo potenziale immanente. Dunque, l’idealismo non ha solo a che fare con la cecità, bensì con una devozione alla possibilità. Si potrebbe obiettare: l’idealismo allora non è per nulla meglio della religione, visto che essa è causa di tutte le piaghe del mondo proprio perché non lascia vivere, ma vuole cambiare la vita in vista di un fine di volta in volta ambito dalle varie religioni. </p>
<p class="bodytext">Allora vi chiedo: ma la religione non è, altrettanto, conservatrice? Cosa pesa di più da parte vostra, un propensione “realista” alla conservazione di ciò che è dato o la vostra tensione “idealista” al miglioramento della realtà? </p>
<p class="bodytext">La cose si complicano se si pensa che non solo Gesù, John Lennon o Madre Teresa furono uomini idealisti, ma anche Adolf Hitler o Josef Stalin. Né si semplificano considerando che tutte le guerre degli ultimi cent’anni furono condotte tra idealisti con ideali differenti. Il vero pericolo del Nazionalsocialismo non consiste allora nel fatto che, a causa della cecità collettiva dell’intero continente, negli anni trenta sia salito al potere un gruppo di rozzi primitivi decisi ad uccidere e distruggere. <span lang="DE">Nessuno, di per sé, li avrebbe seguiti. </span>Le masse seguono sempre l’ideale. Il pericolo nazionalsocialista risiede nel fatto che essi intendevano costruire un mondo di luce, di felicità, liberazione. Tutti ideali positivi. L’ingiustizia risiedeva nel fatto che pretendessero creare questo mondo di luce in modo esclusivo e ai danni del resto dell’umanità.</p>
<p class="bodytext">Ci ritroviamo incastrati tra due macine. E così in futuro dovremo tracciare il nostro corso zigzagando tra ideali e realtà di questo mondo, per approdare ad una concezione della vita che sia da noi sostenibile, in quanto uomini razionali. Sempre pronti a sperare e a ponderare il cambiamento, ma mai ai costi altrui.</p>
<p class="bodytext">Traduzione di Matteo Anastasio</p>
<p class="bodytext"><b><span lang="DE"></span></b></p>
<p class="bodytext"><b><span lang="DE"></span></b></p>]]></content:encoded>
			
			
			<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 14:48:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Impressioni Berlinesi- Concerto di Manu Chao</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/impressioni-berlinesi-concerto-di-manu-chao/</link>
			<description>...all'arena di Treptow</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">...ero da poco tornato nella capitale tedesca quando apprendo della notizia che <b>Manu Chao</b> e la band <b>Radio Bemba Sound System</b> è in tournee e sarà anche a Berlino!!! Non ci penso due volte e alla prima occasione, passando davanti alla <i>Theaterkasse</i> nella stazione di Alexanderplatz, mi assicuro un biglietto per il concerto che si sarebbe tenuto di lì a un mese. Con gli occhi che mi brillano di gioia&nbsp;avvolgo con cura il colorato tagliando, di dimensioni tali da non starci nel portafoglio, e lo porto a casa dove verrà custodito fra le pagine di un dylan dog book fino alla data fatidica: 27/10/2007; finalmente dopo tanto tempo ho l'opportunità di sentire dal vivo quelle canzoni, quel mix di suoni evocativi che rimandano a certi luoghi e culture, vicine e lontane, che ho ascoltato tante volte su cd o in macchina guidando. Era dal 2001 che aspettavo, quando Manu Chao suonò a Genova il giorno prima del famoso <b>G8</b>. Adesso sono passati 6 anni, si avvicina l'inverno e non c'è quella stessa atmosfera carica di emozioni e pulsioni che permeava quei torridi giorni di luglio; però siamo a Berlino e l'<b>Arena</b> di <b>Treptow</b> comincia ad essere affollata da gruppi di giovani che iniziano a mettersi ordinatamente in fila per entrare, scolandosi improbabili beberoni e immancabili bottigliette di birra. Ci sono molti ispanici e naturalmente tedeschi, non mi pare invece di notare molti connazionali. Dopo aver sorseggiato una Flensburg accompagnata da un classico bratwurst seduto ai margini della <b>Sprea,</b> mi accingo ad entrare. Si avverte la folla scalpitare e smaniosa di accogliere la band al completo; basterà veramente poco per accendere la scintilla, in un'atmosfera di festa che è già&nbsp;palpabile. Dopo il gruppo di supporto, quasi all'improvviso entra in scena l'inconfondibile suono di <b>Manu Chao</b>, che regala il meglio del repertorio di <b>Mano Negra</b> e <b>Radio Bemba</b>, la gente è euforica e ondeggia fra le note e i suoni a tratti lenti a tratti sconvolgenti, caratteristici della performance live! Una carica di passione e sincerità capace di accomunare diversi temi sotto il tetto della musica! Tutto questo e molto di più è stato il concerto di Manu Chao, il cui carattere si sposa quasi inconsapevole con quello della città </p>
<p class="bodytext">Bienvenidos a Berlin! Siempre</p>
<p class="bodytext">di Fabrizio Selvaggi 2007</p>]]></content:encoded>
			Rubriche
			
			<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 12:52:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Autori erranti: Monaco </title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/autori-erranti-monaco/</link>
			<description>di Nicolas Flessa
siamo vagabondi senza patria. in viaggio ci mettiamo in moto e in ricerca ..</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">non ci facciamo fuorviare da destinazioni. siamo consapevoli della situazione disperata che ci attende se ci trovassimo nell’imbarazzo di essere arrivati. sono le stazioni e i mcdonalds di questo mondo ad ospitarci. sono i luoghi che rifuggiamo quelli che ci attendono. quando vaghiamo per il centro storico innevato. quando non abbiamo amici o nessuno che sia sveglio. tutti dormono quando ci mettiamo in viaggio. una mosca ci tiene svegli, ci gira attorno, e sempre, quando ci assopiamo, si posa sul nostro orecchio, sul naso, sul collo. la possiamo scacciare finché vogliamo. prima o poi dovremo accettare che lei cerca il nostro contatto e non ci faremo più caso. quando avremo bevuto il nostro caffé assieme ai netturbini, quando avremo trascorso le notti con coloro che in dicembre patiscono il freddo, allora ripartiremo. quando non sentiremo più la neve, che liscia i nostri cappotti, borse e vesti, fino a farli gocciolare. le gambe le vediamo appena, sempre più numerose quanta più fretta hanno di raggiungere il luogo che esse chiamano patria, seppure siano uffici. quando attraversiamo le porte della città, passiamo accanto all’uomo con la scatola. forse ci fermiamo. forse ci pentiamo di non esserci fermati, tuttavia tiriamo dritto. forse pure lui ci vede. forse ci riconosce. forse ha compassione per noi e fugge. abbiamo paura noi vagabondi, paura di stargli vicino, di essere lui, di conoscerlo. e questa ci spinge avanti, anche se andiamo più lenti delle gambe dirette in ufficio. anche se di anno in anno perdiamo velocità, perché ci abituiamo a non essere più tanto infelici come in quella patria, che loro chiamano uffici.</p>
<p class="bodytext">Traduzione di Matteo Anastasio</p>]]></content:encoded>
			Rubriche
			
			<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 16:30:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Impressioni Berlinesi- Il Week-End</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/impressioni-berlinesi-il-week-end/</link>
			<description>Sono quasi le 5 antimeridiane, quando io e Matteo dopo esser già stati all’ H20, andiamo in cerca di un’ altra discoteca. Il nero della notte si è fatto di un blu intenso quasi lunare. Dopo aver...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Sono&nbsp;quasi le 5 antimeridiane, quando io e Matteo dopo esser già stati all’ <b>H20</b>, andiamo in cerca di un’ altra discoteca. Il nero della notte si è fatto di un blu intenso quasi lunare. Dopo aver attraversato la piazza&nbsp;che sta di fronte la stazione ci rendiamo conto di quanto sia grande in realtà, <b>Alexanderplatz</b>. Vialoni e incroci di strade sovrastate da grossi edifici in puro stile DDR: è uno strano colpo d’ occhio,&nbsp;mi sembra di essere approdati in un altro luogo e in un altro tempo. Solo poche macchine, appena un rumore e nessuna voce. Tutto pare fermo e silente. Proprio in uno di questi palazzoni, situato al 12° piano, c’ è una discoteca che si chiama <b>Week-end</b>.&nbsp;&nbsp;Forse per caso e mossi per inerzia…ce la troviamo di fronte. Dal portone del palazzo escono delle persone, sembra l’ entrata di un hotel. Timidamente ci facciamo strada all’ interno della “reception”. Non si ode&nbsp;la musica&nbsp;e non c’è nessuno dietro di noi che vuole entrare. Due ragazzi e una ragazza ci dicono: “<i>5 Euro!</i> ” e ci indicano l’ ascensore, dal quale esce un gruppo di ragazzi. Io gli chiedo “ <i>is it good</i>?”. Uno di loro visibilmente alterato ci risponde super convinto che è una figata, pieno di gente! Sono le 5 passate…un po’ perplessi e con la vaga impressione di esser stati sottilmente presi in giro, entriamo in ascensore…”<i>va be’,&nbsp;andiamo a vedere&nbsp;cosa c’ è qua sopra…</i>” Appena le porte dell’ ascensore si schiudono, siamo sbalzati in un ambiente che non ha niente a che vedere con la calma e il silenzio del pian terreno. Attraverso le vetrate oscurate si intravede la massa festante e le vibrazioni della musica techno fanno&nbsp;sussultare le pareti. Botta di euforia e ci buttiamo dentro, seguendo il collaudato canovaggio: posto tattico per la giacca, birra in bottiglietta e via a ballare!&nbsp;Il panorama&nbsp;da quassù è grandioso. Le luci dell’ alba che entrano in contrasto col grigiastro manto nuvoloso e il bianco degli edifici circostanti, creano degli effetti di colore cangianti. Il cielo e la città sono ancora pervasi di un’ atmosfera che mi&nbsp;danno la sensazione di essere in un altro luogo e in un altro tempo. Siamo sbalorditi, sembra di essere un posto remoto della Russia di fine anni ’70, ad almeno 6000km dall’ Italia! La musica assume tonalità più house e incontra un pubblico gasato, soprattutto tedesco, alcuni anglofoni e una sparuta minoranza di italiani. La pista è piena mentre le altre persone sono appoggiate alle finestre che corrono lungo tutto il perimetro della discoteca. La vista è a 360° e&nbsp;al piano superiore c’è una grandissima terrazza all’ aperto con bar e vista mozzafiato. Il cielo nella luce delle 6 è spettrale, plumbeo e con cromature giallognole-misto grigio, il che carica ancor píú&nbsp;d’ atmosfera questo scenario pazzesco. Odore d’ erba e fiottoli di fumo si alzano verso il soffitto e sbattono contro la finestre. Dopo aver ballato incessantemente, anch’ io e Matteo ci adagiamo sulle finestre per riprendere fiato.&nbsp;Quando sono ormai le 7 del mattino passate, la DJ fa girare l ‘ultimo disco. Esterrefatti riprendiamo l’ ascensore e torniamo in Alexanderplatz, dove la vita ha ripreso il suo naturale svolgersi, scorrono i tram gialli, la gente cammina indaffarata e tutto appare tornare normale come prima... </p>
<p class="bodytext">di Fabrizio Selvaggi 2007</p>]]></content:encoded>
			Rubriche
			
			<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 22:48:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>&quot;On this earth, a shadow falls&quot;</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/on-this-earth-a-shadow-falls-1/</link>
			<description>La galleria Camera Work espone fino al 16 Gennaio i ritratti di animali del fotografo britannico Nick Brandt. Con empatia ma senza sentimentalismi, l’autore documenta la sublime bellezza dei paesaggi...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Elefanti, leoni, gorilla… stampe in bianco e nero in formato gigante mostrano i motivi più amati dalla fotografia naturalistica. Tuttavia a differenza di rappresentazioni più convenzionali dell’africa selvaggia, al centro non si trovano momenti emozionanti, bensì altri, quieti, pacifici, verrebbe da dire quasi “quotidiani”. Gli animali ritratti da Brandt non lottano, bensì attraversano paesaggi deserti o lasciano sguardo perdersi in lontanza. Una dozzina di giraffe si distribuisce per un’ampia distesa della steppa africana, alla disperata, sembrerebbe. Due zebre, alla coda del loro branco, si guardano attorno. A volte gli animali assumono pose così perfette da sembrare imbalsamati o studiate. &nbsp; </p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Del resto queste immagini sono il risultato di lunghe attese di quei singolari momenti in cui la natura assume un aspetto coreografico e composto, che può durare anche settimane o mesi. Esse coniugano il momento iconico del ritratto, la sua bellezza pittorica, con il vivido realismo del documentario. A questo proposito, una tale intima vicinanza ai nostri lontani simili è ottenuta grazie ad un’attrezzatura ridotta: Brandt fa a meno del teleobiettivo di solito molto utilizzato nella fotografia naturalistica. &nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;</p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">In seguito ad uno studio in arti visive, questo londinese nativo si rese famoso dapprima come regista di video musicali. Visita per la prima volta la Tanzania, in Africa orientale,&nbsp; </span>in occasione delle riprese di “Earth Song” di Michael Jackson. Affascinato dal paesaggio e dai suoi abitanti, ma al tempo stesso preoccupato per la sua progressiva distruzione, passerà di lì in avanti alla fotografia. Il suo debutto “On This Earth”, pubblicato nel 2005, ebbe un successo senza precedenti. Con “A Shadow Falls” ora, compare il secondo capitolo dell’annunciata trilogia. </p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Brandt spiega l’obiettivo dei suoi lavori con le parole modeste di colui a cui è ben chiara l’urgenza della faccenda: “Per me tutte le creature di questo pianeta hanno un ugual diritto alla vita. Per tale ragione faccio queste foto. Io spero possiate vedere questi animali, questi non-umani, nella stessa maniera in cui li vedo io, ossia per nulla differenti da noi”. All’ombra della sempre maggiore distruzione degli habitat naturali, la sollecitazione estetica si unisce inevitabilmente con quella etica. L’osservatore prova un seintimento tragico come ascoltando un requiem. Gli scatti in bianco e nero, leggermente tendenti al seppia, ci parlano del presente al passato. Il risultato non è la semplice compassione per il mondo animale, ma il sentimento profondo della tragicità della sua situazione, che poi è anche la nostra.&nbsp; </span></p>
<p class="bodytext">(Cliccare sulle immagini per ingrandirle e iniziare una sequenza)</p>
<p class="bodytext"><b><span lang="IT">Luogo della mostra: </span></b></p>
<p class="bodytext"><b><span lang="IT">Galleria fotografica Camera Work<br /> </span></b><span lang="IT">Kantstr. 149, 10623 Berlin<br /> Aperta da martedì a sabato, dalle 11:00&nbsp; </span>alle 19:00 </p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Telefono: +49 (0)30 3100773<br /> <a href="http://www.camerawork.de" target="_blank" >www.camerawork.de</a> </span></p>
<p class="bodytext"><b>Ulteriori informazioni e immagini alla pagina</b>&nbsp; <a href="http://www.nickbrandt.com" target="_blank" >www.nickbrandt.com</a> </p>
<p class="bodytext">Traduzione di Matteo Anastasio</p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 14:27:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Album fotografico “Dokumentation Neukölln” - Parte 1a</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/album-fotografico-dokumentation-neukoelln/</link>
			<description>“Dokumentation Neukölln” è un documentario fotografico, nato quasi per incanto, sull´idilliaca Neukölln contemporanea. Una sorta di bollettino illustrato.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Di solito non compaiono persone. Sembra di&nbsp;vedere piuttosto le tracce di uno splendore dei giorni andati: dai distributori di gomme nella Bürknerstrasse, allo sfascio di Hermannplartz. Campi lunghi, dettagli e panoramiche di indubbio valore estetico, scatti diurni o notturni, <i>underground</i> o in superficie, comunque a colori.</p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Per iniziare la sequenza cliccare su una delle immagini e poi su “next”!</span></p>
<p class="bodytext"><b><span lang="IT">Sull’artista</span></b><span lang="IT">:</span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Nicolas Neugebauer, nato nel 1976 a Berlino, dove vive e lavora come fotografo <i>freelance</i>. Accanto a progetti individuali, Neugebauer ha già realizzato lavori su commissione per la pubblicità e per aziende come Siemens, Adidas, t-online e Coca-Cola.. </span></p>
<p class="bodytext"><a href="http://www.oqopo.com" title="Opens external link in new window" target="_blank" >www.oqopo.com</a></p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 11:34:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>L’Altes Museum</title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/laltes-museum/</link>
			<description>Situato dietro il Lustgarten („Giardino dei piaceri“), ammirabile a tutto campo dalla Unter den Linden, l’Altes Museum è da quasi due secoli l’effige del centro culturale di Berlino. Come...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext"><span lang="IT">Nel 1810 Re Federcio Guglielmo III ordinò che fosse eretto il primo museo pubblico, incaricando Wilhelm von Humbodlt della collazione di “un corpo d’opere d’arte accuratamente selezionate”. Seguendo una nuova concezione dell’arte, la camera del tesoro feudale fu convertita in un centro di cultura rivolto all’emergente classe borghese. L’edificio previsto e adibito a questo scopo - una delle più significative opere del Neoclassicismo - sorse nel corso degli anni venti del XIX secolo secondo i progetti di Karl Friedrich Schinkel. L’ ideale estetico-culturale trova la propria espressione plastica nel richiamo alla grecità classica: la rotonda all’interno e il vestibolo colonnato di ottantasette metri di lunghezza ricordano il Pantheon di Roma. L’inscrizione in latino, in alto, testimonia ancora oggi le sue origini: “Nel 1828 Federico Gugliemo III ha destinato questo museo allo studio delle antichità d’ogni genere e delle libere arti”&nbsp; </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Il “Museo Reale”, come si chiamava allora, era situato al centro del Lustgarten (“Giardino dei piaceri”) attorniato da edifici dall’alto valore simbolico. Alla sua destra il Duomo, a sinistra l’Armeria, sede militare, e di fronte il Palazzo Reale. Accanto o meglio giusto in mezzo tra Chiesa, politica e forze armate, l’arte trovava così un’integrazione simbolica nel cuore della città. Nel corso dei secoli successivi, in seguito alla costruzione di altri quattro musei nelle immediate vicinanze, l’Altes Museum si ritrovò legato a doppio nodo all'area circostante, con il circondario del Lustgarten da un lato e il complesso dell’Isola dei Musei dall'altro.</span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">In tutt’altro senso, il museo continuò a rimaner aperto “al popolo” anche sotto il Nazismo, quando l’edificio finì per fungere da scenario per azioni di propaganda, prima di andare a fuoco completamene verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. I lavori di restauro durarono fino al 1966. Il Palazzo Reale era sparito per far posto al Palazzo della Repubblica, e di lì </span><span lang="IT">in avanti </span><span lang="IT">il governo della Repubblica Democratica&nbsp; utilizzerà  l’Altes Musem come museo d’arte contemporanea. Con la caduta del muro e la riunificazione furono ospitate qui numerose mostre temporanee, fino a che nel 1998 la collezione antica fece ritorno alla propria sede originale, conservata poi anche negli anni a venire. Qui trova ora posto il lotto greco della collezione.</span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Il “Piano Generale dell’Isola dei Musei” prevede una “passeggiata archeologica”, un percorso che collegherebbe l’Altes Museum con gli altri edifici dell’Isola. A partire dal 2015 sarà dunque possibile ammirare in un unico giro panoramico i cinque musei nel loro auge.&nbsp;&nbsp; </span>&nbsp;<br /> &nbsp; </p>
<p class="bodytext"><b>Altes Museum</b><br /> Bodestraße 1-3<br /> 10178 Mitte, Berlin<br /> <br /> Tel. +49(0)3020905555 </p>
<p class="bodytext">&nbsp;<span lang="IT"><br /> Orari di apertura al pubblico:</span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Da lunedì a domenica: dalle 10:00 alle 18:00 <br /> Giovedì dalle 10:00 alle 22:00 </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Costo d’entrata: 8 euro / ridotti 4 euro (Gratis il giovedì a partire dalle 18:00)</span></p>
<p class="bodytext">Traduzione di Matteo Anastasio</p>]]></content:encoded>
			Cittá
			
			<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 15:15:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>Gli stadi della teoria dell’evoluzione </title>
			<link>http://www.carpeberlin.com/italiano/web/news-single-i/article/gli-stadi-della-teoria-dellevoluzione/</link>
			<description>Il Museo di Storia Naturale ha allestito un'esposizione straordinaria in occasione dell'Anno di Darwin. Con il motto: “Viaggio nella conoscenza”, la mostra illustra il lungo percorso dai viaggi di...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Avete trovato la Invalidenstrasse e il Museo di Storia Naturale. Avete corrisposto come di dovere i 6 euro per l’entrata, attraversate di corsa la sala d’ingresso con i suoi dinosauri, passate accanto alle fasi di formazione della terra e ai sistemi solari e ci siete. Eccovi sulla prua della nave di H.M.S. Beagle, con cui Charles Darwin ai suoi tempi circumnavigò il mondo. O meglio sulla ricostruzione della prua, la quale certo i ratti non hanno mai rosicchiato e su cui appena fu lasciata mai un impronta.</p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Al centro della prima delle due sale adibite all’esposizione non vi è il Darwin teoreta, bensì il giovane esploratore che dovette il suo posto di scienziato di bordo al caso e a John Stevens Henslow. Costui lo aveva presentato al capitano FitzRoy, il quale avrebbe voluto uno studioso di geologia al proprio seguito con cui sarebbe addirittura stato disposto a dividere la cabina. Tra gli oggetti esposti vi sono i <i>facsimiles</i> dei reperti raccolti durante il viaggio quinquennale di Beagle: piante esotiche, animali e fossili alloggiate in casse e botti di legno che fungono da teche. Una selezione di pezzi originali, tra i quali chirografie e strumenti di misurazione, provvede a quel certo incanto auratico. Al posto delle solite didascalie espicative, citazioni di Darwin e dei suoi compagni che traducono il suo stupore di fronte ai vari ritrovamenti, così come le gioie e i dolori della vita in alto mare (Darwin soffriva di un mal di mare cronico), guidano il visitatore lungo l’esposizione. </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">La seconda sala è dedicata al periodo compreso tra il ritorno in Inghilterra e la pubblicazione de <i>L’origine delle specie</i>. Male lingue sostengono si tratterebbe della solita esposizione permanente “Evoluzione in atto”, abbellitta con qualche adesivo e pannello informativo, e di fatto è proprio così. Alte teche allestite con animali imbalasmati illustrano la varietà delle specie animali e descrivono i vari tentativi per stabilire un concludente ordine naturale, da Linneo fino all’albero della vita di Darwin. </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">In un acquario si possono ammirare dei dipnoi (o pesci polmonati), veri e propri “fossili viventi”, che costituiscono l’anello di congiunzione tra la vita marina e quella terrestre. La biografia di Darwin è solo di rado messa in relazione con gli oggetti, in ogni caso vi si sposa bene e sposta un poco il fuoco della mostra. Accanto al lungo percorso verso la teoria dell’evoluzione viene ricostruito l’ancor più lungo cammino verso la pubblicazione dell’opera. Un primo progetto fu formulato da Darwin nel 1842. Tuttavia solo dopo che Alfred Russel Wallace, giunto per altra via alla medesima teoria di Darwin, sottopose quest’ultima proprio alla verifica dello stesso Darwin, egli mise da parte ogni remora e riassunse il ben più lungo progetto iniziale ne <i>L’origine della specie</i>. Il resto ormai è storia.</span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">È un peccato soltanto che &nbsp;</span>il contesto culturale della scoperta rimanga del tutto in secondo piano. La teoria dell’evoluzione deve la sua importanza anche certo ad altri ambiti e questioni sociali, come la critica alla schiavitù o il contrasto rispetto al credo della Chiesa. Nonostante ciò l’esposizione è comunque da vedere. Chi poi non ne avesse abbastanza di evoluzione, può ammirare, poco più in là, i nostri antenati della specie ominide oppure buttare ancora un’occhiatta sui dinosauri.&nbsp;</p><div><p class="bodytext"><b><span lang="IT">Museum für Naturkunde</span></b><span lang="IT"> (Museo di Storia Naturale) </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Invalidenstraße 43 </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">10115 Berlin &nbsp;</span></p></div><p class="bodytext"><span lang="IT">Entrata: 6 euro / 3,50 euro ridotti </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Da martedìi a venerdì: dalle 9:30 alle 17:00 </span></p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Sabato, domenica e festivi: &nbsp;</span>dalle 10:00 alle 18:00 </p>
<p class="bodytext"><span lang="IT">Ulteriori informazioni: </span><a href="http://www.naturkundemuseum-berlin.de/" target="_blank" ><span lang="IT">http://www.naturkundemuseum-berlin.de</span></a><span lang="IT"> </span></p>
<p class="bodytext">Traduzione di Matteo Anastasio</p>]]></content:encoded>
			Cultura
			
			<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:56:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
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